L’e-commerce in Italia cresce del 20%
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Accelera l'e-commerce in Italia nonostante la crisi: il settore supera quota 8 miliardi di euro e cresce del 20% rispetto al 2010, trainato dai nuovi fenomeni come Groupon.


Per il terzo anno consecutivo aumentano più i prodotti che i servizi, mentre i comparti che fanno registrare la crescita più elevata sono moda seguita da editoria, musica ed audiovisivi.

In leggero calo lo scontrino medio che resta comunque sopra i 210 euro. Ottimo l’export per l’abbigliamento e il turismo. Triplica il valore del mobile commerce che supera gli 80 milioni di euro, pari all’1% delle vendite online. Effetto Amazon su informatica ed elettronica che segnano un +22%, il doppio rispetto allo scorso anno. Questa la fotografia del settore scattata dall'indagine dell' Osservatorio eCommerce B2c Netcomm - School of Management del Politecnico di Milano che conferma e migliora i dati diffusi a metà anno.

Secondo la ricerca a trainare il settore degli acquisti online è la forte crescita dei siti che vendono coupon, Groupon in primis che ha da pochi giorni debuttato e bene in Borsa, ma anche Glamoo, Groupalia e LetsBonus, come pure l'ingresso nel nostro paese di nuovo attori come Amazon.it.
“I nuovi fenomeni sono decisivi nell'accelerazione della crescita dell'e-commerce, sia per il valore assoluto con cui contribuiscono all'aumento del transato (400 milioni di euro circa, pari a quasi un terzo della crescita complessiva) sia per la capacità di portare online nuovi acquirenti”, dice Alessandro Perego, responsabile scientifico Osservatorio B2c Netcomm-Politecnico di Milano.

Dalla ricerca, in collaborazione con CartaSì, emerge anche un'analisi degli acquirenti online: i “web shopper” italiani, in crescita del 7% circa nel 2011, sfiorano quota 9 milioni e rappresentano quasi un terzo circa degli utenti Internet. Il 60% degli acquisti viene fatto al Nord, il 25% dal Centro e il 15% al Sud. La spesa annua online per acquirente passa dai 960 euro del 2010 ai 1050 euro del 2011 (con un aumento circa del 9%) e si calcola che entro fine 2011 verranno evasi 32 milioni di ordini, il 26% in più rispetto al 2010.

Fonte Bancaforte.it