La decisione di aumentare l’Iva dal 20 al 21%, come imposto dalla recente manovra, ha provocato un aumento dei costi dei beni e dei servizi acquisiti dalle banche.
Su questo argomento è intervenuto il presidente dell’Abi, Giuseppe Mussari, nel corso dell’audizione davanti alla commissione Finanze della Camera sulla delega al governo per la riforma fiscale ed assistenziale.
In particolare, come precisato dallo stesso Mussari, la norma di delega contiene un importante invito alla cautela per il legislatore in relazione alle ricadute inflazionistiche degli aumenti di aliquota.
Per le banche il recente aumento di Iva si è tradotto in un parallelo aumento del costo dei beni e dei servizi da esse acquisiti in quanto, a causa dello speciale regime di esenzione previsto istituzionalmente per i servizi finanziari resi dalle stesse, ciò comporta l’impossibilità di recuperare tale imposta.
In un contesto così definito, si conferma pertanto la validità dell’esternalizzazione dei servizi, in modo da consentire alle banche una riduzione effettiva dei costi mantenendo contestualmente invariato il livello dei servizi dalle stesse offerti.
In quest’ottica, la possibilità offerta da Moneynet di gestire il servizio di Monetica con la modalità in “fatturazione diretta” all’Esercente, garantisce per le banche una concreta riduzione dei costi e, alla luce dell’attuale assetto fiscale, rappresenta un’ulteriore possibilità di risparmio.
Ciò infatti consiste nel fatturare i costi relativi al servizio di Monetica direttamente agli effettivi utilizzatori del servizio, gli Esercenti, consentendo alle banche di risparmiare non soltanto i costi diretti connessi alla fruizione dei terminali, ma anche i costi dell’imposta corrispondente.







